Amministrazione e mercato

La memoria dell’Aeegsi sul disegno di legge “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque”

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L’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, in sede di audizione da parte della Commissione territorio e ambiente del Senato, si è espressa con propria memoria (del 28 giugno 2016, n. 344) sul disegno di legge «Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque» (AS 2343).

Nella memoria, l’Aeegsi ha concentrato la sua attenzione su alcuni articoli del Ddl. In primo luogo, rispetto all’art. 7, rubricato “Diritto dell’acqua, morosità incolpevole e risparmio idrico”, che prevede in sostanza l’erogazione gratuita di massimo 50 litri al giorno per persona, l’Autorità ha espresso alcune riserve, reputando la misura inopportuna poiché estenderebbe questo beneficio a tutte le utenze, comprese quelle non disagiate. Inoltre, il suddetto articolo andrebbe coordinato con l’art. 61, “Disposizioni in materia di morosità nel servizio idrico integrato”, della legge 28 dicembre 2015, n. 221 (c.d. Collegato ambientale), che prevede che l’Autorità assicuri agli utenti morosi un quantitativo minimo vitale di acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali, sulla base dei principi e dei criteri che verranno individuati nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di prossima emanazione.

Rispetto all’art. 8, rubricato “Misurazione e fatturazione dei consumi energetici, idrici e del gas”, l’Autorità ha espresso cautele, considerata l’assenza in alcune realtà territoriali dei misuratori o la vetustà degli stessi, per cui la prevista “diffusione della telelettura in modalità condivisa da effettuare attraverso la rete elettrica” appare prematura.

L’art. 10, rubricato “Trasparenza delle bollette del sevizio idrico integrato”, ha invece previsto l’obbligo ai gestori di comunicare a ciascun utente i dati relativi agli investimenti realizzati in acquedotto, fognatura e depurazione, e i dati relativi ai livelli di copertura dei costi, oltre i parametri di qualità dell’acqua e la percentuale media complessiva delle perdite di rete, affidando all’Autorità il compito di determinarne le modalità applicative. Su tale punto, l’Autorità ha sottolineato che sono già previsti metodi per informare sulla qualità dell’acqua, essendo i gestori obbligati di darne comunicazione sui propri siti web.

Rispetto all’art.11, comma 2, secondo il quale “al fine di assicurare un governo democratico del servizio idrico integrato, gli enti locali adottano forme di democrazia partecipativa per le decisioni relative agli atti fondamentali di pianificazione e programmazione del servizio idrico integrato”, l’Autorità ha invitato a sostituire il riferimento agli “enti locali” con il richiamo agli “Enti di governo dell’ambito”, i quali sono tenuti ad adottare il Piano d’Ambito.

Infine, con riferimento alle modifiche introdotte dall’art. 3, comma 3, del disegno di legge in esame, l’Aeegsi ha osservato che, sebbene sia condivisibile che l’organizzazione del servizio idrico integrato debba avvenire tenendo conto dell’unità del bacino o sub-bacino idrografico e dell’uso reciproco e solidale delle risorse idriche tra bacini con disparità di disponibilità idrica, l’eliminazione di un limite inferiore alla dimensione degli ambiti territoriali potrebbe determinare un’eccessiva frammentazione dei servizi, con la conseguente incapacità di generare le economie di scala necessarie per il finanziamento degli investimenti necessari, salvaguardando nel contempo la sostenibilità della tariffa.

 

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