Amministrazione e mercato

Contributi al funzionamento dell’ART: avviata la consultazione pubblica

Logo_ART_Autorita-di-Regolazione-dei-TrasportiCon delibera n. 118 del 12 ottobre 2016 l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (di seguito anche “ART”) ha avviato una consultazione pubblica su diversi aspetti relativi al versamento del contributo di funzionamento per l’anno 2017. Ai sensi dell’art. 37, comma 6, lettera b) del decreto-legge n. 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214/2011 (e s.m.i.), l’Autorità provvede, infatti, al proprio funzionamento “mediante un contributo versato dai gestori delle infrastrutture e dei servizi regolati, in misura non superiore all’uno per mille del fatturato derivanti dall’esercizio delle attività svolte percepiti nell’ultimo esercizio”. Il contributo è determinato annualmente con delibera dell’ART e poi sottoposto all’approvazione del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
Il coinvolgimento dei portatori di interesse nel processo decisionale in materia di autofinanziamento, operato dall’ART, mira a definire in maniera partecipata alcuni aspetti relativi all’obbligo contributivo. Pur trattandosi di un tema che non rientra, a rigore, tra i procedimenti per i quali gli artt. 4 e 5 del “Regolamento per lo svolgimento in prima attuazione dei procedimenti per la formazione delle decisioni di competenza dell’Autorità e per la partecipazione dei portatori di interesse” prevedono l’obbligo di consultazione pubblica, l’argomento dell’autofinanziamento presenta infatti diversi profili di criticità, che lo rendono tuttora oggetto di contenzioso tra ART ed alcuni operatori del settore dei trasporti.
In detta ottica inclusiva e partecipativa, con la delibera in esame l’ART ha sottoposto a tutti i soggetti interessati sei quesiti.
Il primo quesito riguarda l’ambito di estensione delle attività di competenza dell’Autorità, in relazione al quale vengono individuati i soggetti tenuti al versamento. In proposito l’ART ritiene che il finanziamento debba riguardare i soggetti che svolgono le proprie attività in tutti i settori di sua competenza: non solo agli ambiti previsti dal citato art. 37, quindi, ma anche quelli previsti da altre norme attributive di poteri all’ART . Secondo questa lettura, al versamento sarebbero, pertanto, chiamati i soggetti operanti nei settori della gestione di infrastrutture di trasporto (ferroviarie, portuali, aeroportuali e autostradali), del trasporto passeggeri e/o merci, nazionale, regionale e locale, connotati da oneri di servizio pubblico, con ogni modalità effettuato, del servizio taxi, del trasporto ferroviario di passeggeri e/o merci; del trasporto aereo di passeggeri e/o merci, del trasporto di passeggeri e/o merci via mare e per vie navigabili interne, del trasporto di passeggeri e/o merci su strada, dei servizi accessori alle gestione di infrastrutture di trasporto e al trasporto ferroviario, su strada, aereo, via mare e per altre vie navigabili di passeggeri e/o merci; della gestione di centri di movimentazioni merci (interporti), dei servizi logistici e accessori ai settori dei trasporti, dei servizi di movimentazione merci relativo al trasporto ferroviario, su strada, via mare e per altre vie navigabili.
Con il secondo quesito posto in consultazione attiene alla determinazione dell’aliquota del contributo. Sul punto l’ART propone:
a) di intendere il “fatturato” da considerare ai fini del versamento come l’importo risultante dal conto economico “ricavi delle vendite e delle prestazioni (“voce A1”) sommato agli “altri ricavi e proventi” (“voce A5”) o voci corrispondenti per i bilanci redatti secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS;
b) di escludere dal totale dei ricavi: i) eventuali ricavi conseguiti a fronte di attività non ricadenti nei settori di competenza dell’Autorità, come individuati nella delibera n. 94/2015, ii) i ricavi conseguiti per attività svolte interamente all’estero, iii) i contributi in conto impianti o investimento ricevuti e fatti transitare nel conto economico, iv) i contributi in conto esercizio erogati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in forza di contratti di programma – parte servizi, nella misura massima della copertura dei costi per il mantenimento in piena efficienza delle infrastrutture ferroviarie di rilievo nazionale, v) i ricavi dei soggetti operanti nel settore della gestione delle infrastrutture autostradali derivanti dall’equivalente incremento della tariffa di competenza, applicata con l’entrata in vigore del d.l. n. 78/2009, come convertito dalla legge n. 102/2009, da destinarsi alla manutenzione ordinaria e straordinaria nonché all’adeguamento ed al miglioramento delle strade e autostrade in gestione diretta ANAS S.p.A., vi) i ricavi derivanti dalle attività svolte nel mercato postale per le imprese titolari di autorizzazione per il servizio postale;
c) di prevedere che, in presenza di ricavi generati da imprese riunite in consorzio, il contributo sia versato o dall’impresa consorziata o dal consorzio, al fine di evitare una duplicazione di versamenti riconducibili alla medesima quota di ricavo;
d) di prevedere un’aliquota unica per tutti i soggetti tenuti al versamento del contributo.
Il terzo quesito ha ad oggetto la fissazione della soglia minima di esenzione dal contributo, rispetto alla quale l’ART ritiene di poter apportare una riduzione rispetto a quella applicata per l’anno 2016 (6.000 euro), e i criteri in base ai quali individuare i soggetti esentati.
Il quarto punto sottoposto agli stakeholders riguarda l’identificazione del fatturato rilevante nei settori del trasporto aereo passeggeri e/o merci, la cui peculiarità è di veder operare imprese di diversa nazionalità, che realizzano il proprio fatturato sia sul territorio nazionale, che su quello europeo ed internazionale e rispetto alle quali si pone, quindi, la necessità di individuare un criterio che consenta di assoggettare al versamento il solo fatturato conseguito nel territorio italiano, escludendo quella parte di fatturato realizzata interamente all’estero. In proposito l’ART, in linea con quanto previsto per l’anno 2016, propone di considerare il fatturato pari al volume d’affari IVA, prodotto nell’anno solare precedente e risultante dall’ultima dichiarazione IVA presentata alla data di pubblicazione della delibera, relativamente alle operazioni che, in dipendenza di un unico contratto di trasporto aereo, costituiscono:
a) per il trasporto passeggeri: a1) trasporto nazionale eseguito interamente nel territorio dello Stato ed assoggettato ad aliquota IVA del 10%; a2) trasporto internazionale, esclusivamente per la parte territorialmente rilevante in Italia, assoggettato al regime di non imponibilità ai sensi dell’art. 9, comma 1, n. 1 del d.P.R. 633/1972;
b) per il trasporto merci: b1) trasporto rilevante ai fini IVA nel territorio dello Stato ed assoggettato ad aliquota IVA del 22%, aliquota attualmente in vigore; b2) trasporto internazionale, esclusivamente per la parte territorialmente rilevante in Italia, assoggettato al regime di non imponibilità ai sensi dell’art. 9, comma 1, n. 2 del d.P.R. 633/1972.
Analogo quesito viene formulato con riguardo ai soggetti operanti nei settori del trasporto via mare e per altre vie navigabili di passeggeri e/o merci. In proposito l’ART propone, anche per il 2017, di individuare come rilevante ai fini del contributo:
a) per il trasporto passeggeri: il fatturato moltiplicato per il rapporto tra il numero dei passeggeri imbarcati e/o sbarcati nel territorio italiano nell’esercizio di riferimento ed il numero totale dei passeggeri imbarcati e/o sbarcati durante il medesimo esercizio, sulla base dei dati rilevati, per il trasporto via mare, dalle Autorità di sistema portuale;
b) per il trasporto merci: fatturato moltiplicato per il rapporto tra la quantità delle merci imbarcate e/o sbarcate nel territorio italiano nell’esercizio di riferimento e la quantità totale delle merci imbarcate e/o sbarcate durante il medesimo esercizio (secondo le unità di misura comunemente utilizzate per il calcolo delle diverse tipologie di merce trasportata), sulla base dei dati rilevati, per il trasporto via mare, dalle Autorità di sistema portuale.
L’ultimo quesito riguarda i dati da comunicare all’Autorità ai fini del versamento del contributo, in caso di scomputo di alcune voci dal fatturato rilevante. Secondo il regime utilizzato per il finanziamento degli anni precedenti il 2017, i soggetti tenuti al versamento del contributo dichiaravano i dati anagrafici ed economici richiesti nel modello telematico all’uopo predisposto e pubblicato sul sito web dell’ART, dando contestualmente notizia dell’avvenuto versamento. Per il 2017 l’ART propone di prevedere che, solo nei casi di rideterminazione del fatturato rilevante, entro il termine di presentazione della dichiarazione i dati economici dichiarati debbano essere attestati dal revisore legale dei conti ovvero dalla società di revisione legale o, in mancanza, dal collegio sindacale della società a cui i dati si riferiscono.
In relazione ai quesiti elencati i soggetti interessati potranno presentare osservazioni scritte fino al 31 ottobre 2016, data di conclusione della consultazione pubblica.

Silvia Simone