Contratti pubblici

Opere “superspecialistiche”: il parere del Consiglio di Stato

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Il Consiglio di Stato ha reso parere n. 2189/2016 sullo schema di decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti recante “individuazione delle opere per le quali sono necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica e dei requisiti di specializzazione richiesti per la loro esecuzione, ai sensi dell’articolo 89, comma 11, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50″ e volto a superare il regime transitorio previsto dall’art. 216, comma 15, del Codice.

Lo schema di decreto in oggetto disciplina, coerentemente con quanto stabilito all’art. 89 comma 11 del nuovo Codice, le cd. opere superspecialistiche che, se rientranti nell’oggetto dell’appalto o della concessione di lavori, impediscono il ricorso all’avvalimento nel caso in cui il loro valore superi il dieci per cento dell’importo totale dei lavori. Viene in particolare individuato l’elenco di tali opere (art. 2) e i “requisiti di specializzazione” che devono essere posseduti per l’esecuzione delle medesime (art. 3). La sezione consultiva del Consiglio di Stato plaude alla scelta ministeriale di confermare (con due sole integrazioni) l’elenco di opere già stabilito con d.l. n.47 del 2014, in considerazione del fatto che, nelle more della definizione – da parte dell’ANAC – del sistema unico di qualificazione di cui all’art. 84 del Codice, “non sarebbe utile provocare disallineamenti e disfunzioni rispetto al vigente sistema di qualificazione”. Quanto al merito delle osservazioni formulate dalle associazioni di settore in fase di consultazione, e in particolare di quelle concernenti la richiesta di diminuire le categorie superspecialistiche nell’ottica di agevolare la libera concorrenza, la Sezione conferma la logicità e la ragionevolezza delle motivazioni poste a base della contraria decisione del Ministero. I giudici di Palazzo Spada rilevano in special modo che tale determinazione rientra nell’ambito della discrezionalità tecnica demandata all’Amministrazione proponente dall’art. 89, comma 11 del Codice ed è coerente con la normativa primaria di riferimento, anche in considerazione della “natura transitoria” del decreto in questione.

Il Consiglio di Stato valuta favorevolmente anche la scelta di sottoporre il decreto in esame ad un periodo di “monitoraggio” di dodici mesi, all’esito del quale si prospetta un aggiornamento del contenuto dello stesso. In conclusione, la Sezione consultiva esprime parere favorevole sullo schema di decreto.

 

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