Amministrazione e mercato

Consiglio di Stato: cautele adottate a tutela degli atti di gara e offerta anomala

Segnaliamo la sentenza del Consiglio di Stato, sezione V, n. 1812/2013, relativa al procedimento di aggiudicazione della gara di appalto mediante procedura aperta per l’affidamento dei servizi di igiene urbana e di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani.

Il Consiglio di Stato, adottando un indirizzo più attento agli effetti sostanziali, ribadisce che l’omessa verbalizzazione delle specifiche cautele adottate a tutela delle buste contenenti l’offerta non è di per sé motivo valido per annullare la gara. Il motivo è considerato irrilevante poiché non è stato addotto alcun elemento che possa far ritenere che si possa essere verificato un fatto importante ai fini della regolarità della procedura, quale la sottrazione o la sostituzione dei plichi o la manomissione delle offerte.

Considerando l’appello incidentale, il Consiglio di Stato stabilisce inoltre, confermando il suo orientamento giurisprudenziale, che la presenza di un’offerta anomala da parte del vincitore della gara, rispetto alle percentuali del punteggio stabilite nel bando, non porta alla sua automatica esclusione. Infatti, l’offerta di un concorrente va valutata nel suo complesso: il Consiglio di Stato ribadisce che un’offerta non può essere considerata anomala solo perché determinate voci di prezzo si discostano da quelle di mercato, ma occorre invece che gli scostamenti rendano l’offerta nel suo complesso inaffidabile, e dunque inidonea a garantire la serietà dell’esecuzione del contratto.

Nello specifico, la società risultata vincitrice della gara proponeva, nella sua offerta, di fornire fino a cinquemila compostiere domestiche alle famiglie interessate. L’attività di compostaggio, in teoria, porterebbe all’abbassamento della quantità di rifiuti da conferire in discarica, tale risparmio spiega le percentuali alte di valorizzazione su base annua che l’appellante incidentale reputava invece quale offerta anomala.

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