Amministrazione e mercato

Infrastrutture per la banda ultralarga: due pareri dell’AGCM

logo agcmCon due distinti pareri ex art. 22 della legge n. 287/90 – – resi, rispettivamente, il 13 maggio e il 5 agosto 2016, ma pubblicati nel Bollettino del 24 ottobre scorso – l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) ha espresso alcune considerazioni sullo schema di bando di gara predisposto dalla società Infratel Italia s.p.a. per l’individuazione, tramite procedura ristretta, del concessionario incaricato della progettazione e costruzione dell’infrastruttura a banda ultralarga nelle aree bianche del territorio delle Regioni Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Veneto.

In proposito si ricorda che la società Infratel (Infrastrutture e Telecomunicazioni per l’Italia) Italia s.p.a. è una società in house del Ministero dello sviluppo economico incaricata dell’attuazione dei Piani Banda Larga e Ultra Larga del Governo. Compito di Infratel è, in particolare, quello di ridurre il digital divide nelle aree a fallimento di mercato attraverso la realizzazione e l’integrazione di infrastrutture capaci di estendere le opportunità di accesso a internet veloce (v. sul tema il Dossier IRPA “Banda larga e reti di nuova generazione”).

In generale, l’AGCM ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, valorizzando il fatto che essa favorisce l’infrastrutturazione con reti a banda ultralarga di aree del territorio nazionale dove gli investimenti dei privati non garantirebbero, nel breve-medio periodo, un adeguato livello di copertura della popolazione. Nello specifico, l’Autorità ha poi evidenziato che lo schema di gara, nel suo insieme, appare idoneo a promuovere un’efficace concorrenza sia nella gara per le sei Regioni oggetto del bando, sia nella fornitura dei servizi di telecomunicazioni agli utenti finali che saranno offerti utilizzando l’infrastruttura pubblica interessata.

In tal senso, l’Autorità ha valutato favorevolmente la previsione secondo cui il concessionario dovrà realizzare l’infrastruttura di accesso a banda ultralarga collegando la nuova rete fino al c.d. “punto di consegna neutro”, posizionato e realizzato in modo da non generare situazioni di indebito vantaggio per alcuno degli operatori interessati a comprare servizi di accesso, attivi e passivi, all’ingrosso e da offrire una condizione favorevole alla realizzazione dell’interconnessione con le reti di backhaul degli operatori fissi e mobili presenti nello stesso territorio.

L’Autorità ha valutato positivamente anche la previsione del bando secondo cui, nel caso in cui nell’area oggetto della realizzazione della nuova rete sia già presente un’infrastruttura di terzi o di proprietà del concessionario medesimo, all’Amministrazione concedente dovrà essere trasferita o la proprietà o un diritto d’uso della stessa, in modo da integrare la rete con la nuova infrastruttura di accesso ed evitare duplicazioni. Parimenti apprezzabile in un’ottica di efficienza nella realizzazione dell’infrastruttura e di minimizzazione dei costi dell’investimento è – per l’AGCM – la valorizzazione dei progetti che prevedono il riutilizzo di infrastrutture già esistenti, anche non consistenti in reti di telecomunicazioni.

Secondo l’Autorità, è altresì condivisibile che tra i criteri tecnici di aggiudicazione sia prevista una differenziazione di punteggio che attribuisce il punteggio massimo all’operatore attivo solo nell’offerta dei servizi di accesso all’ingrosso alla infrastruttura finanziata, e non anche nella vendita al dettaglio di servizi. Per l’Autorità, l’operatore verticalmente integrato potrebbe infatti ricavare indebiti vantaggi competitivi in sede di predisposizione dell’offerta economica. In particolare – secondo il parere dell’AGCM – “il punteggio più elevato attribuito alle offerte che prevedono il modello organizzativo dell’operatore di rete puro appare coerente con il salto di qualità che la separazione proprietaria presenta rispetto ad altre soluzioni. Si tratta, infatti, dell’unico modello organizzativo che rimuove strutturalmente gli incentivi a intraprendere condotte discriminatorie da parte dell’impresa che gestisce la rete”.

Con riguardo alla prevista differenziazione di punteggio tra il partecipante che si presenta con una società integrata verticalmente e che adotta un modello “comportamentale” di parità di trattamento di tipo Equivalence of Input (EoI) e un partecipante integrato a valle con società separata, l’AGCM ha poi evidenziato che, affinché al modello organizzativo con separazione societaria sia attribuito un punteggio più alto rispetto a una società verticalmente integrata che adotta l’Eol, occorrerebbe richiedere che la separazione societaria sia abbinata all’adozione di quest’ultimo modello di equivalenza nell’accesso, in modo tale che la gradualità della distribuzione dei punteggi in funzione del modello di separazione verticale, prevista dalla lettera di invito, sia maggiormente valorizzata.

Leggi il testo dei pareri.

a cura di Silvia Simone