Progetti di ricerca

La rappresentanza degli interessi organizzati

Responsabile: Sabino Cassese

La rappresentanza degli interessi si colloca all’interno di una contraddizione. Da un lato, essa è un modo per far divenire le amministrazioni pubbliche più aperte, più sensibili ai problemi della società. Dall’altro, essa è considerata un modo con cui la società – e specialmente gli interessi di maggior peso e più organizzati – “catturano” gli uffici pubblici. Per il primo punto di vista, la rappresentanza degli interessi organizzati è un modo per rendere le amministrazioni pubbliche più democratiche. Per il secondo, essa è uno strumento corporativo.

Scopo della ricerca è analizzare le forme di rappresentanza degli interessi nello Stato. La ricerca si propone, in particolare, di verificare l’effettiva “apertura” delle autorità pubbliche e la concreta influenza degli interessi organizzati sui processi decisionali pubblici nei diversi settori d’incidenza; e in che modo gli interessi organizzati ricevono tutela dal giudice amministrativo. L’analisi dovrebbe riguardare: le ipotesi di rappresentanza formale organica (ad es. Cnel, Camere di commercio, ordini professionale) le ipotesi di rappresentanza formale di tipo procedimentale (le consultazioni, i “tavoli”, la rappresentanza degli interessi nei procedimenti delle autorità indipendenti, le conferenze aperte alla partecipazione di associazioni private) le ipotesi di rappresentanza informale (ad esempio, la rappresentanza informale degli interessi delle imprese e delle associazioni di consumatori nelle autorità indipendenti).

In particolare, per gli ordini professionali vanno esaminate le vere professioni ordinistiche, come ad esempio i tre casi esemplari di avvocati, notai e medici. Rispetto a questi, andranno affrontati due problemi. In primo luogo, se gli ordini professionali siano una conferma della debolezza dello Stato, oppure indizio della pubblicizzazione delle professioni. In secondo luogo, se privilegiare il ruolo di rappresentanza degli ordini professionali rispetto alla funzione di autogoverno delle categorie (compresa la previdenza) analizzando la dimensione europea e, in taluni casi, globale di queste organizzazioni.

Gruppo di ricerca: Hilde Caroli Casavola, Lorenzo Casini, Mario Pilade Chiti, Edoardo Chiti, Sveva Del Gatto, Fabio Di Cristina, Aldo Sandulli, Lorenzo Saltari, Susanna Screpanti.