Sul ruolo creativo della giurisprudenza

 

Nel suo ultimo libro, «La rivoluzione nascosta dallo stato di diritto allo stato dei giudici. Metodo e Costituzione. Un saggio», il giurista tedesco Bernd Rüthers esamina il rapporto tra metodo e ruolo creativo della giurisprudenza in Germania, e denuncia la deviazione delle corti superiori, inclusa la Corte costituzionale, verso moderne forme di diritto libero. Sul versante del metodo, le cause di tale deviazione sono individuate nell’insufficiente distinzione tra ius conditum e ius condendum, nell’eclettismo metodologico, nell’abuso dell’interpretazione c.d. obiettiva. Il libro invita a riflettere in parallelo sullo stato delle cose in Italia; e, più in generale, sulla permanente validità di un approccio giuspositivista, fondato sull’ideale primato del legislatore. Si conclude che dal punto di vista dell’efficienza un approccio di tipo giuspositivista si giustifica, tanto più in un sistema di fonti e istituzioni articolato e complesso, per la sua  idoneità ad assicurare un adeguato equilibrio tra certezza del diritto e dinamismo dell’interpretazione; ma che ciò richiederebbe anche una ripensamento, in Italia, del ruolo e del modo di operare dei giuristi, a partire dalla componente accademica.