Promozione della concorrenza e sindacato giurisdizionale: le vicende dei servizi pubblici locali

L’instabilità della normativa sulla gestione dei servizi pubblici locali rivela una difficoltà istituzionale: come innovare, con il concorso dei diversi livelli di governo, un settore rilevante per lo sviluppo economico. La riforma del 2008-2009 pone il principio della gara per il mercato e limita la gestione in house attraverso società pubbliche. Soffrono di questa stretta i comuni, che avvertono come una morsa il vaglio preventivo dell’Autorità antitrust. Il referendum del giugno 2011 catalizza preoccupazioni sulla gestione del servizio idrico: la mobilitazione per l’«acqua bene comune» porta all’abrogazione dell’intera normativa di riforma. Oggi occorre ripartire dai principi del diritto europeo. Negli spazi che il diritto europeo lascia impregiudicati, si può lavorare su norme pro-concorrenziali specifiche, per valorizzare le possibilità di sviluppo industriale salvaguardando la missione dei servizi d’interesse generale, che sono strumento della coesione sociale e territoriale.