«Per ragioni pratiche e didattiche occorre dunque una cultura speciale»: il contributo di Luigi Rava (1860-1938) alla giuspubblicistica italiana

Il saggio si propone di ricostruire e analizzare l’opera e l’impegno politico e amministrativo di Luigi Rava (1860-1938), professore di filosofia del diritto e scienza dell’amministrazione, ministro e sottosegretario con Francesco Crispi e Giovanni Giolitti, deputato e senatore del Regno d’Italia, consigliere di Stato. L’importanza di Luigi Rava emerge, in primo luogo, sul piano delle molte e importanti riforme che egli stesso ha proposto, in ambito sociale e previdenziale, ma anche per la tutela dei beni culturali e delle bellezze naturali. In secondo luogo, però, l’eredità intellettuale di questo giurista così atipico è particolarmente rilevante sul piano metodologico. In un contesto in cui la dottrina italiana stava abbracciando con decisione la nuova scuola tecnico-giuridica, Rava si è fatto promotore di un indirizzo moderno e interdisciplinare, favorevole alla contaminazione tra scienze giuridiche e altre scienze sociali.