Legge provvedimento e tutela giurisdizionale nell’ordinamento costituzionale italiano

 

Lo studio, partendo dal dato fattuale della prassi del ricorso ad atti legislativi per amministrare, prende in esame i limiti costituzionali ed interpretativi all’esercizio della funzione amministrativa da parte del Parlamento e dei Consigli regionali e le ragioni dell’amministrare attraverso atti amministrativi con forma legislativa delineati dal sistema italiano a diritto amministrativo. Ripercorrendo, poi, il percorso della giurisprudenza costituzionale, si evidenziano le problematiche legate alla tutela del diritto del singolo che non ha alcun accesso diretto alla Consulta, con la conseguente «sterilizzazione» dell’art. 24 Cost. in tema di legge provvedimento. Viene criticata la posizione della Corte costituzionale secondo la quale, in assenza di una riserva di amministrazione, le leggi provvedimento non ledono il diritto del singolo alla tutela giurisdizionale, dando luogo soltanto ad un trasferimento di competenza dai giudici comuni alla giustizia costituzionale. Al contrario, le soluzioni interpretative conformi a Costituzione devono considerare i rapporti tra diritto di azione, principio di legalità e democrazia. Infine, le questioni poste dall’esercizio dell’attività amministrativa in forma legislativa si evidenziano solo a seguito della nascita della concezione della divisibilità del potere.