Amministrare il conflitto: costruzione di grandi opere e partecipazione democratica

 

La programmazione e la realizzazione di grandi opere pubbliche continua a essere, non solo in Italia, oggetto di frequenti contestazioni da parte delle comunità locali destinate a subire i costi, economici e sociali, che derivano da ogni scelta infrastrutturale. La questione di come bilanciare certezza e inclusività di tali decisioni «intrattabili» è da tempo oggetto di analisi economiche e sociologiche. Meno frequenti sono stati invece gli studi giuridici sul tema. Il lavoro offre quindi una critica giuridica dei processi decisionali in materia di localizzazione di opere «indesiderabili» muovendo dall’analisi empirica. Lo studio si divide in due parti. Nella prima si esaminano due casi italiani rappresentativi dei «conflitti sulla decisione» e dei «conflitti sulla partecipazione». Nella seconda si considerano due ulteriori casi, tratti dall’esperienza francese, sul rapporto tra partecipazione, decisione e formazione del consenso. Nelle conclusioni si ipotizza una griglia di interpretazione e decostruzione delle cause dei conflitti infrastrutturali. Si profilano inoltre i tratti di un modello di assunzione delle decisioni di natura incrementale in cui, ricorrendo alla scala partecipativa di Arnestein, l’inclusione della voce dei privati nell’azione pubblica è alla base di una forma di accountability procedurale delle amministrazioni.