Recensioni e segnalazioni

Stefano Vinti, La circolarità logica del diritto amministrativo. Decostruire concetti per ordinare frammenti

 

Stefano Vinti, La circolarità logica del diritto amministrativo. Decostruire concetti per ordinare frammenti, Giappichelli, Torino, 2014, p. 229, € 25

La normazione amministrativa è incongruente e domina nella scienza del diritto amministrativo l’assenza di sistematicità. Non si tratta una constatazione attuale, anzi costituisce una riflessione che ha accompagnato questo ramo del diritto quasi sin dai suoi albori. Nonostante ciò alcune impalcature sembrano sopravvivere, spesso più come impostazioni tradizionali che difficilmente sono in grado di oltrepassare il riscontro sulla realtà. Il volume che si segnala denuncia come i processi di trasformazione e di riforma degli ultimi anni hanno, se possibile, stravolto ancora di più le categorie fondanti del diritto amministrativo. Le evoluzioni che hanno investito il ruolo dello Stato, le fonti di produzione, i paradigmi organizzativi mostrano un processo di decostruzione degli schemi concettuali classici. L’ambito indagato riguarda, in particolare, l’intrecciarsi tra pubblico e privato: sono esaminate forme di ibridazione, come le società pubbliche, o, al contrario, pubblicizzazioni di enti privati rientranti nell’attività ricognitiva dell’ISTAT o ancora di privati esercenti funzioni amministrative. Nel tentativo di sottoporre a revisione i concetti chiave di questa materia, è dedicata attenzione all’autoritatività, ritenendo che sia illusorio pensare oggi che essa sia una prerogativa pubblicistica connessa all’esercizio di poteri amministrativi, allorquando nel diritto dei mercati è più frequente che il privato (più che il pubblico) goda di poteri autoritativi. Lo stesso vale per la discrezionalità, la quale non trova più un’armonica sistemazione nel momento in cui molte funzioni sono assegnate a privati e occorre prendere atto che l’esercizio del potere è orientato secondo la qualificazione normativa degli interessi. Data l’ampiezza delle problematiche trattate, la ricerca ha il pregio di mettere in luce l’inattualità dell’impostazione geometrica dei diritti, evidenziando le tendenze – legislative e giurisprudenziali – ad impiegare i colori del pubblico e del privato senza offrire utili strumenti di orientamento tanto da dover meritare una seria rimeditazione. (Marco Macchia)

Pubblicata in Giornale di diritto amministrativo, n. 5/2014