Recensioni e segnalazioni

Simone Torricelli, Libertà economiche europee e regime del provvedimento amministrativo nazionale

 

Simone Torricelli, Libertà economiche europee e regime del provvedimento amministrativo nazionale, Maggioli, Santarcangelo di Romagna, 2013, p. 300, € 32

L’incidenza del diritto europeo sul regime del provvedimento amministrativo nazionale è un tema da tempo al centro dell’attenzione della scienza del diritto amministrativo. Questo libro lo affronta in maniera peculiare. Osserva che l’attività amministrativa nazionale non è funzionale alla generica attuazione di norme europee. Piuttosto, risponde alle ragioni e agli obiettivi di un progetto di integrazione economica, realizzato attraverso la tutela di diritti individuali. Le libertà economiche previste dai trattati europei, poi, tendono ad entrare in conflitto con altri interessi che gli Stati membri o la stessa Unione intendano perseguire. Spetta alle amministrazioni nazionali il difficile compito di comporre le esigenze della libertà di circolazione con quelle di carattere sociale e redistributivo. Come ciò incida sul regime del provvedimento amministrativo è la questione affrontata in questo volume.

L’indagine suggerisce che il diritto europeo si interessa al provvedimento amministrativo nazionale essenzialmente per i problemi che esso può creare al mercato unico. Di conseguenza, richiede prevedibilità e limita il potere discrezionale quando potrebbe interferire con le libertà garantite dal Trattato. Spinge verso la semplificazione e impone di rendere l’ingresso sul mercato il più agevole possibile. Relativizza, attraverso il mutuo riconoscimento, il rilievo dell’atto amministrativo come atto nazionale. Richiede che si mettano a punto strumenti efficaci per porre rimedio alle violazioni del diritto del mercato interno da parte delle amministrazioni nazionali. Riduce la capacità dell’atto di stabilizzarsi.

Questa ricostruzione coglie un aspetto fondamentale del condizionamento europeo dell’attività amministrativa nazionale. Quest’ultima rappresenta una potenziale fonte di disturbo del processo di integrazione economica e deve essere, di conseguenza, adattata alle esigenze dell’ordinamento europeo. Ciò solleva, però, nuove domande. Quanto può essere solido un ordinamento che vede l’attività amministrativa nazionale come una forza da imbrigliare piuttosto che come una risorsa preziosa per gestire i processi, non più meramente nazionali, di ponderazione di interessi pubblici confliggenti? Se è inevitabile governare dall’alto l’attività amministrativa nazionale, vi sono modi e strumenti meno rudimentali per raggiungere questo effetto? (Edoardo Chiti)

Pubblicata in Giornale di diritto amministrativo, n. 3/2014