Recensioni e segnalazioni

Responsabilità della p.A. (TAR Lombardia, Milano, sez. III, 6 aprile 2016, n. 650 – cd. caso Englaro)

 

 

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Con il ricorso proposto al TAR Lombardia, deciso dalla sentenza in parola, il ricorrente, sia in proprio che nella sua qualità di tutore della figlia defunta, ha chiesto il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale subito e derivante dagli atti annullati dal TAR Lombardia, nel 2009, con sentenza confermata dal Consiglio di Stato nel 2014, attesa la mancata volontaria attuazione, da parte degli Uffici regionali, di prescrizioni discendenti da pronunce definitive sia della Corte di Cassazione che della Corte d’Appello di Milano.

La sentenza afferma, in primo luogo, che è inammissibile l’azione proposta dal ricorrente nella qualità di tutore della figlia defunta per carenza di legittimazione ad agire. E ciò in quanto il tutore svolge il suo ufficio nell’esclusivo interesse del soggetto incapace e quindi non può agire in vece di quest’ultimo, laddove sia intervenuta la cessazione dell’incarico.

Nella seconda parte, i giudici, scrutinando nel merito la domanda di risarcimento formulata dal ricorrente, richiamano la giurisprudenza che si è soffermata sulla natura della responsabilità della pubblica amministrazione. Essi sposano la teoria secondo la quale la responsabilità della pubblica amministrazione da provvedimento illegittimo risponde ad un modello speciale non riconducibile ai modelli di responsabilità che operano nel settore del diritto civile.

Nella parte finale, il Collegio provvede alla liquidazione dei danni sia nella componente patrimoniale che non patrimoniale.

Quanto al danno non patrimoniale, la sentenza sottolinea alcuni aspetti interessanti. Il ricorrente, nella veste di genitore della persona cui è stata rifiutata l’interruzione del trattamento di alimentazione e idratazione, ha diritto al risarcimento sia del danno a titolo di erede, sia di quello iure proprio per lesione del rapporto parentale. In ordine al danno di natura non patrimoniale a titolo ereditario, il comportamento della Regione Lombardia ha leso il diritto fondamentale della defunta ad ottenere l’interruzione del procedimento di alimentazione artificiale, atteso che è stato riconosciuto in capo alla stessa, come pure a ciascun individuo, il diritto assoluto a rifiutare le cure ad essa somministrate in qualunque fase del trattamento e per qualunque motivazione.

Per quanto riguarda il danno richiesto dal ricorrente, iure proprio, a titolo di lesione alle relazioni familiari e al rapporto parentale, si tratta di un pregiudizio a diritti fondamentali che trovano la loro fonte diretta nella Costituzione, atteso che nell’art. 2059 c.c. trova adeguata collocazione “anche la tutela riconosciuta ai soggetti che abbiano visto lesi i diritti inviolabili della famiglia (artt. 2, 29 e 30 Cost.).

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