Recensioni e segnalazioni

Poteri pubblici, mercati e globalizzazione

 

Marco D’Alberti, Poteri pubblici, mercati e globalizzazione, Bologna, Il Mulino, 2008

Dagli anni Novanta del secolo scorso in poi, si è scritto molto circa i mutamenti subiti dal diritto pubblico dell’economia, approfondendo l’analisi di diversi settori (si pensi, in particolare, alla ampia letteratura in materia di servizi pubblici o di concorrenza) e dei principali istituti della relativa regolamentazione (insistendosi, tra l‘altro,  sulle diverse dimensioni della regolazione e sulle sue differenze rispetto ai tradizionali strumenti di disciplina pubblica dell’economia). Si sono, poi, esplorati i condizionamenti esercitati sui diritti nazionali dagli ordinamenti sovranazionali e da quelli globali, tanto da potersi parlare di una “nuova costituzione economica” che si giustappone per molti versi, senza sostanzialmente toccare il testo, alla disciplina costituzionale del 1948.

Molto meno sviluppate, invece, sono le analisi di assieme sulle direzioni e degli esiti delle trasformazioni intervenute nei rapporti tra poteri pubblici ed economia. Vi provvede, ora, con questo bel volume Marco D’Alberti.

I pregi del lavoro sono almeno di tre tipi. Il primo è quello di discutere criticamente quelle tesi che, accentuando gli elementi di discontinuità del nuovo ordinamento, non danno conto in modo adeguato del loro intreccio con una serie di fattori di continuità rispetto al passato e forniscono, di conseguenza, un quadro eccessivamente semplificato e parziale delle interrelazioni tra poteri pubblici e mercati. Il secondo pregio sta nell’attenzione riposta alle discipline sovranazionali e a quelle globali; nell’esame attento delle loro differenze (specie nel rapporto tra interessi economici e altri interessi pubblici) e dei punti che esse, invece, hanno in comune; nella analisi delle principali conseguenze che esse producono sulla strutturazione del potere pubblico nazionale (le autorità di regolamentazione sono tenute a giustificare l’adozione delle misure generali che incidono sui mercati e le imprese; si riduce in modo sensibile la discrezionalità delle autorità amministrative, specie per quanto riguarda le misure particolari che condizionano l’accesso al mercato delle imprese); nella evidenziazione della complessità della loro stessa struttura e dei rapporti che intrattengono con le discipline nazionali. Il terzo ed ultimo pregio sta nell’impianto dell’opera, dove si combinano una pluralità di diversi piani: l’analisi storica (sviluppata nel primo capitolo) la descrizione delle più importanti normative europee ed internazionali (si veda, ad esempio, lo spazio dedicato all’esame dell’accordo Gats) l’approccio problematico (sviluppato in modo particolare nel capitolo terzo sul “senso della trasformazione”) e quello comparatistico. (Giulio Vesperini)

Pubblicata in Giornale di diritto amministrativo, n. 9/2008