Recensioni e segnalazioni

Maurizia De Bellis, La regolazione dei mercati finanziari

 

Maurizia De Bellis, La regolazione dei mercati finanziari, Giuffrè, Milano, 2012, p. 442, € 40

Nelle economie di mercato, le crisi (da tenere distinte dalle difficoltà o dalle evoluzioni dell’economia e della finanza) possono essere interpretate come fenomeni eventuali o inevitabili. In ciò, vi è dissenso tra gli studiosi. Vi è consenso, invece, circa la necessità di prevenire le crisi o di porvi rimedio, per evitare le ripercussioni sociali e politiche che ne scaturiscono: esse sono gravi in termini di risorse sprecate, di posti di lavoro perduti, di diminuzioni nella fiducia dei risparmiatori. Di qui la necessità di un intervento pubblico, che a lungo è stato identificato con l’intervento dello Stato. Quanti interrogano la realtà si sono – però – accorti da tempo che allo Stato si sono affiancati altri regolatori, i quali condizionano in variabile grado l’azione dei poteri pubblici più tradizionali, oltre che degli operatori economici.

Il libro di Maurizia De Bellis rende conto in modo accurato di questi mutamenti. Sono esaminati, nell’ordine: i nuovi regolatori, pubblici e privati; le regole che essi producono, che sono dette “globali” perché tendenzialmente si applicano ovunque, e in particolare quelle fondamentali, i principi che governano i mercati finanziari; i procedimenti mediante i quali tali regole sono emanate, e per i quali sono segnalati – non senza spunti critici – i tratti distintivi che si riscontrano rispetto ai procedimenti decisionali che sono tipici degli ordinamenti statali; gli effetti che scaturiscono da quelle regole.

Il risultato complessivo, ben evidenziato dall’a., è duplice: se, da un lato, il diritto può contare, spesso conta, come e più di ieri nella regolazione dei mercati finanziari, dall’altro lato si tratta di un diritto contraddistinto da novità, da complessità tutt’altro che lievi, da imperfezioni che è indispensabile analizzare in modo accurato e spassionato, per consentire ai mercati di attingere i risultati che sono in grado di conseguire, attenuando nel contempo i rischi di crisi, che possono essere molto gravi, come si è visto negli ultimi anni. (Giacinto della Cananea)

Pubblicata in Giornale di diritto amministrativo, n. 3/2014