Mario Pilade Chiti

Mario P. Chiti, Guido Greco (diretto da) Trattato di diritto amministrativo europeo, Parte generale, due tomi, p. 1113, € 92; Parte speciale, quattro tomi, p. 2396, € 200, Giuffrè, Milano, 2007

 

 

Nel 1997, anno di uscita della prima edizione, il Trattato apparve come un progetto quasi pionieristico, dato che non erano in molti a leggere con gli arnesi dell’amministrativista alcune caratteristiche del sistema comunitario. Anche se in fondo pionieristico non lo era e la ricchezza delle materie di parte speciale, dalle tradizionali come l’agricoltura o gli aiuti di stato a quelle approfondite solo negli ultimi anni come l’energia, le professioni o le telecomunicazioni, stava lì a dimostrarlo. Molte funzioni e molte attività poste in essere da privati e da pubbliche amministrazioni, direttamente o indirettamente, erano già in parte soggette al regime comunitario. Al di là di tutto si trattava di un’opera “figlia del suo tempo”, in cui si ragionava di «influenza» del quadro europeo sui sistemi nazionali ovvero di «rapporti» fra ordinamenti.

A dieci anni di distanza da quella prima edizione il contesto è mutato. Pure se non sufficientemente supportata da un’adeguata prospettiva politica, la riflessione del giurista ora si confronta meno sui percorsi di «influenza», mentre si sofferma di più sul processo di «convergenza» dei diritti amministrativi nazionali, nonché di «unificazione» in un comune diritto amministrativo europeo. Nell’insieme tutto questo nel Trattato è molto ben rappresentato.

La struttura dell’opera, in questa edizione coordinata da Gian Franco Cartei e Diana-Urania Galetta, ha subito numerose modifiche. Rispetto ai precedenti tre tomi ora se ne contano sei, di cui due di parte generale e quattro di parte speciale. Se nella prima edizione i temi erano ripartiti per prima cosa secondo una macro-suddivisione tra amministrazione comunitaria e amministrazione nazionale, nella seconda quest’ultima è stata eliminata ed è stata privilegiata la prossimità tematica. Alla parte generale sono stati aggiunti diversi capitoli, dedicati alla costituzione europea, al diritto ad una buona amministrazione, alla cittadinanza e alla libera circolazione, ai principi generali, alle procedure di bilancio, alle relazioni esterne, al regime linguistico e molti altri sono stati quasi interamenti riscritti.

Altrettanto vale per la parte speciale, in cui gli approfondimenti si sono adattati alla vastità delle materie. Sono nuove «voci»: gli accordi, gli alimenti, le banche, la circolazione delle merci, le comunicazioni elettroniche, la cultura, i farmaci, la giustizia e gli affari interni, il mediatore europeo, la pesca, la proprietà immobiliare, la ricerca, la tutela del risparmio, la salute pubblica, i servizi di interesse generale e i servizi sociali, la sicurezza e difesa, lo sport, i trasporti aerei e quelli marittimi, la zootecnia.

Un quadro amministrativo così sviluppato sembra ribadire l’attualità dell’espressione di Jürgen Schwarze – anche se formulata nel lontano 1992 – secondo cui la Comunità europea è una Comunità di diritto amministrativo. (Marco Macchia)

Pubblicata sul Giornale di diritto amministrativo n. 9/2007

 

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