Marcello Clarich

Marcello Clarich, Giuliano Fonderico (a cura di) Dizionario di diritto amministrativo, Il Sole 24 Ore, Milano, 2007, p. 777, € 79

 

L’utilizzo limitato del dizionario giuridico a fronte di un più ampio ricorso a studi sistematici ha diverse giustificazioni. Una di esse, forse la più importante, è rinvenibile nella metodologia tradizionale ereditata dalla pandettistica. Ciò non significa che redigere un manuale sia un obiettivo meno arduo rispetto alla stesura di un dizionario giuridico. Tutt’altro. La realizzazione di un manuale, anche quando non viene perseguito l’obiettivo di fornire un mezzo di comprensione e di verifica di un determinato ramo del diritto, ma semplicemente quello di realizzare uno strumento utile per memorizzare una disciplina, presenta difficoltà di non poco momento. Il rapido e continuo mutamento al quale è sottoposto il diritto positivo, infatti, rende particolarmente difficile, se non impossibile, l’intento di compiere una sistematizzazione scientifica. Molti dei manuali recenti, seguendo un approccio prevalentemente descrittivo, si limitano spesso a delineare un quadro statico di una realtà in movimento, che non consente loro di fornire un contributo significativo all’aggiornamento della scienza, necessario per affrontare il passare del tempo e per analizzare adeguatamente le evoluzioni del diritto positivo.

La presa di coscienza delle difficoltà che devono essere affrontate nel tentativo di ricondurre ad unità sistematica le mutazioni del diritto amministrativo si pone alla base della scelta, operata dai curatori, di utilizzare la formula del dizionario giuridico al posto di quella manualistica. In questo modo, al lettore viene fornita una trattazione completa e aggiornata delle tematiche più rilevanti. Un adeguato livello di coerenza complessiva viene assicurato attraverso rinvii alle altre voci. La consultazione, infine, è agevolata da un utile indice sistematico, che fornisce una visione d’insieme dell’opera.

Come rilevato da Sabino Cassese, un dizionario giuridico ha, di norma, due finalità. La prima è quella di soddisfare un’esigenza pratica, servendo la vita quotidiana del giurista. La seconda è quella di assecondare un’esigenza culturale, attraverso la descrizione dell’evoluzione dell’ordinamento e degli sviluppi della scienza, fornendo, in tal modo, un contributo alla conoscenza generale del sistema giuridico. Le due finalità indicate sono senz’altro alla portata di questo dizionario. (Diego Agus)

Pubblicata sul Giornale di diritto amministrativo n. 3/2008