Area bibliografica

La globalizzazione dei beni culturali

Lorenzo Casini (a cura di)

Il Mulino, Bologna, 2010

Il volume costituisce il risultato di un’interessante ricerca collettiva promossa dall’Istituto di Ricerche sulla Pubblica Amministrazione (IRPA) e sostenuta dalla Fondazione Vodafone Italia. L’indagine ricostruisce le importanti implicazioni giuridiche che progressivamente – ed in maniera sempre più evidente – scaturiscono dal complesso rapporto tra globalizzazione e beni culturali, e che i diversi contributi mettono in luce con chiarezza. L’esigenza di creare e mantenere un vero e proprio patrimonio culturale mondiale deve infatti accordarsi con la pretesa, emergente a livello nazionale, di una specifica tutela dei beni culturali nazionali, che spesso costituiscono per il singolo Stato un fattore fortemente identitario. Da ciò discende la necessità di una interazione tra soggetti statali ed ultrastatali, con una conseguente trasformazione e riallocazione delle funzioni amministrative proprie della materia.

La ricerca è divisa in tre aree tematiche, che, come illustrato nel saggio introduttivo del curatore, sono state individuate in relazioni agli interessi pubblici che sovrintendono le politiche dei beni culturali in ambito ultrastatale: la tutela internazionale, la circolazione globale e la fruizione universale.

La prima parte è dedicata agli strumenti di tutela internazionale del patrimonio culturale mondiale. L’analisi e` incentrata sui soggetti ultrastatali – primo tra tutti l’UNESCO – a cui spetta mettere in atto tale tutela (cap. I, di Antonella Albanesi) e sulle modalità e le procedure attraverso cui tali soggetti agiscono (cap. II, di Marco Macchia) evidenziando come anche il ricorso a modelli di tutela non propriamente cogenti permetta il raggiungimento di significativi risultati.

La seconda parte ha ad oggetto le diverse forme di circolazione dei beni culturali in ambito globale. Oltre all’esame del fenomeno del commercio delle opere d’arte (cap. III, di Elisa D’Alterio) fondato su una disciplina multi-livello non sempre perfettamente omogenea, assumono sempre maggiore rilevanza, e costituiscono oggetto di specifica trattazione, ulteriori forme di circolazione, quali i prestiti e gli scambi tra Stati (cap. IV, di Iole Chiavarelli) a cui devono aggiungersi le ipotesi di circolazione ‘‘patologica’’ dei beni, illecitamente sottratti od esportati (cap. V, di Mario Savino).

Infine il tema della fruizione del patrimonio culturale viene affrontato sotto molteplici aspetti. Innanzitutto attraverso l’analisi della disciplina internazionale ed europea in materia (cap. VI, di Carmen Vitale) e delle norme di riferimento dell’ordinamento italiano (cap. VII, di Cinzia Carmosino). Inoltre, vengono evidenziate sia le prospettive offerte dall’utilizzo di nuove tecnologie, volte a permettere vere e proprie forme di fruizione ‘‘virtuale’’ (cap. VIII, di Angela Serra) che i mutamenti inerenti la gestione delle istituzioni museali, deputate ad assicurare non più solamente la conservazione dei beni culturali ma anche e soprattutto la loro fruizione (cap. IX, di Eleonora Cavalieri). (Francesco G. Albisinni)

 

Pubblicata in Giornale di diritto amministrativo, n. 11/2011