Recensioni e segnalazioni

Il diritto amministrativo oltre i confini

Omaggio degli allievi a Sabino Cassese

Le due anime del diritto amministrativo globale (di S. Battini) – Le discipline comunitarie dei diritti amministrativi nazionali: un introduzione (di G. Vesperini) – Diritto amministrativo, potere pubblico e società nel terzo millennio o della legittimazione inversa (di L. Torchia) – Maggioranza e minoranza (quindici anni dopo) (di D. della Cananea) – Fedeltà e merito nella scelta dei dirigenti pubblici (di G. D’Auria) – Pubblica amministrazione e interessi (di B.G. Mattarella) – Eguaglianza, giustizia e welfare State (di A. Massera) – Giustizia e pienezza della tutela nei confronti della pubblica amministrazione (di C. Franchini) – La Corte di Giustizia Europea e il dialogo competitivo tra le Corti (di A. Sandulli) – Dal diritto pubblico dell’economia all’economia del diritto pubblico (di G. Napolitano)

.

S. Battini, G. D’Auria, G. della Cananea, C. Franchini, A. Massera, B.G. Mattarella, G. Napolitano, A. Sandulli, L. Torchia, G. Vesperini, Il diritto amministrativo oltre i confini, Milano, Giuffré, 2008, p. 231, € 25

Nel sua recente autobiografia intellettuale, Sabino Cassese si sofferma sulla terza funzione del professore dell’università humboltiana che si affianca alla ricerca e all’insegnamento (Il mondo nuovo del diritto. Un giurista e il suo tempo, Bologna, 2008, p. 185): la formazione dei formatori futuri. E a questo fine nel corso degli anni ha coinvolto in modo più o meno intenso in una sorta di société savante oltre 150 collaboratori. Ora un gruppo ristretto di allievi dedica al Maestro un volume di saggi che ha un filo conduttore: riprendere temi nei quali Sabino Cassese è stato precursore, traendo spunto dai suoi scritti, indicare problemi e tendenze che condizioneranno il diritto amministrativo nel nuovo secolo.

È noto che Sabino Cassese è stato tra i primi a esaminare le implicazioni dell’integrazione europea sui diritti amministrativi nazionali e, negli ultimi anni, ad avventurarsi nel campo pressoché inesplorato del diritto amministrativo globale. Come rivela già il titolo del volume, quasi tutti i saggi si soffermano, da varie angolazioni, su questi temi.

Il saggio di Giulio Vesperini si sofferma sui nuovi sviluppi e implicazioni della “europeizzazione” del diritto amministrativo e in particolare sulle discipline comunitarie dei diritti amministrativi nazionali. Per esempio, la cosiddetta direttiva Bolkestein (2006/123/CE) relativa ai servizi del mercato interno condiziona gli Stati membri non solo nella disciplina dei procedimenti autorizzatori, ma anche in aspetti di organizzazione. Il legislatore nazionale viene così regolato a livello comunitario come se fosse un’amministrazione nazionale che esercita un potere funzionalizzato assoggettato a controlli stringenti. Più in generale si instaurano collegamenti orizzontali tra amministrazioni e diritti amministrativi dei vari Stati membri e una sorta di bi-appartenenza nazionale e comunitaria delle amministrazioni nazionali.

Sul versante del diritto globale, Stefano Battini esamina, sulla base di casi concreti, la doppia anima del global administrative law: si impone agli Stati allo scopo di tutelare i privati lesi nei propri interessi da regolazioni pubbliche prodotte dagli Stati nazionali; vincola gli stessi regolatori globali. Su quest’ultimo fenomeno si sofferma Luisa Torchia che, partendo dall’immagine di E. Kantorowitz del doppio corpo fisico e mistico re medievale, indaga le ragioni per le quali il diritto amministrativo si sta disancorando dal suo corpo fisico tradizionale, cioè lo Stato, e potenzia il suo corpo mistico. Quest’ultimo non è altro che la capacità del diritto amministrativo di fornire una base di legittimazione e strumenti di garanzia a favore dei privati (partecipazione, garanzia di imparzialità, controllo delle decisioni, ecc.) che sempre più spesso si confrontano con i nuovi regolatori globali, affetti da problema per ora insolubile di deficit di legittimazione democratica.

Il tema della partecipazione e della rappresentanza degli interessi nell’esperienza europea e globale è ripreso da Bernardo Mattarella che mette in luce punti di forza e limiti del modello. Vanno tenuti presenti, in particolare, il rischio che un eccesso di partecipazione e mediazione comprometta l’efficienza dell’amministrazione e che gli interessi più deboli non riescano a esprimere in modo efficace la loro voce. Il tema della pienezza della tutela giurisdizionale e non giurisdizionale (Adr, difensore civico, ecc.) nei confronti dell’amministrazione è approfondito da Claudio Franchini. A livello globale un sistema giustiziale è però ancora in una fase iniziale di sviluppo. Le decisioni delle corti globali non hanno effetti diretti nei singoli Stati e sono privi di strumenti per dare esecuzione alla proprie decisioni.

Diritto europeo e diritto globale si trovano sempre più in relazione diretta, senza cioè la mediazione degli Stati nazionali. Sui rapporti tra Corte di Giustizia europea e corti globali, che sembrano dar vita a una sorta di “dialogo competitivo” del quale è difficile per ora prefigurare gli esiti, indaga Aldo Sandulli movendo da alcuni casi recenti nei quali è emersa in primo piano la questione, in realtà non del tutto risolta, del primato del diritto globale su quello diritto europeo.

Un ulteriore gruppo di saggi è dedicato a problemi più specifici di rilevanza prevalentemente per il diritto costituzionale e amministrativo nazionale come il tema della forma di governo (Giacinto Della Cananea) i rapporti tra vertice politico e dirigenza pubblica (Gaetano D’Auria) il Welfare State nella prospettiva dell’eguaglianza (Alberto Massera). Chiude il volume un saggio di Giulio Napolitano sull’analisi economica del diritto pubblico, ospite inattesa e per alcuni persino sgradita in questo campo del diritto, destinata comunque a vivacizzare la discussione.

Nel volume citato all’inizio, Sabino Cassese ritiene di appartenere “al numero felice dei maestri che hanno allievi più bravi di loro” (p. 187). Un riconoscimento affettuoso, ricambiato ora dagli allievi con un volume che testimonia come il patrimonio collettivo costituitosi grazie all’impegno di un vero Maestro è in ottime mani. (Marcello Clarich)

Pubblicata in Giornale di diritto amministrativo, n. 4/2009

.