Recensioni e segnalazioni

Giuseppe La Rosa, La revoca del provvedimento amministrativo. L’instabilità delle decisioni amministrative tra esigenze di funzionalizzazione e tutela degli interessi privati

 

Giuseppe La Rosa, La revoca del provvedimento amministrativo. L’instabilità delle decisioni amministrative tra esigenze di funzionalizzazione e tutela degli interessi privati, Giuffrè, Milano, 2013, p. 371, € 38

L’a. mette al centro del suo studio un’analisi particolareggiata e minuziosa delle principali questioni giuridiche che riguardano gli atti di revoca, partendo in special modo dai problemi sorti dalla positivizzazione della disciplina avvenuta nel 2005 con la modifica della legge generale sul procedimento amministrativo. Il volume, dopo aver ridiscusso gli elementi di differenziazione tra l’atto di revoca e gli altri atti di autotutela con cui è possibile confonderlo, sviluppa considerazioni in merito al fondamento del potere di revoca, alle garanzie procedimentali, ai suoi limiti con particolare riferimento all’attività negoziale, al legame con il principio del legittimo affidamento e al ruolo dei privati nei procedimenti di secondo grado di autotutela. Il dettaglio dell’analisi consente all’a. di avanzare tesi innovative con riferimento soprattutto all’influenza del diritto europeo, citando a questo proposito, ad esempio, il principio di buona amministrazione e il suo corollario dovere di diligenza, anche se le domande a cui la ricerca intende rispondere non sempre appaiono chiaramente svelate secondo un’impostazione omogenea.

Tra le tesi sviluppate due meritano attenzione. Nella prima l’a. dimostra la distanza tra la fiducia sul carattere riparatore della misura di indennizzo nei confronti degli interessi privati presente nel diritto interno rispetto alla rigida applicazione del principio del legittimo affidamento in sede europea: in questo senso, l’a. ricorda come la modifica costituzionale dell’art. 81 con l’introduzione del pareggio di bilancio e della sostenibilità dell’azione pubblica potrebbe condurre a circoscrivere gli ambiti di legittimità del potere di revoca. Nella seconda, l’a. propone una rilettura del potere di revoca che rafforzi la posizione dei privati consolidando la natura degli interessi di chi intenda sollecitare il riesame da parte delle pubbliche amministrazioni di decisioni già assunte, soprattutto se queste ultime sono l’esito automatico disposto da norme in presenza di comportamenti inerti delle pubbliche amministrazioni. Secondo l’a., infatti, in tali circostanze le pubbliche amministrazioni sono in una condizione di doverosità di risposta che limita l’ampiezza della discrezionalità tradizionalmente riconosciuta. (Fabio Giglioni)

Pubblicata in Giornale di diritto amministrativo, n. 1/2014