Recensioni e segnalazioni

Enrico Carloni, L’amministrazione aperta. Regole strumenti limiti dell’open government

 

L’amministrazione aperta. Regole strumenti limiti dell’open government

Enrico Carloni, Maggioli, Rimini, 2014, p. 318, € 29

Il d.lgs. n. 33/2013 ha rinnovato l’attenzione sulla portata degli obblighi di pubblicità e di trasparenza della pubblica amministrazione. Il tono programmatico del nuovo intervento normativo è esplicito. L’art. 1 definisce la trasparenza come «accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche». Aprire l’amministrazione, dunque, non significa soltanto offrire maggiori occasioni di partecipazione: a venire in gioco è la considerazione della risorsa civica come fattore di miglioramento effettivo dei processi di governo della cosa pubblica, ma anche di implementazione di un diverso modello di cittadinanza. Può dirsi che tale traguardo sia così semplice?

Il libro di Enrico Carloni sviluppa un’indagine che affronta tutte le implicazioni presupposte a questo rilevante cambio di prospettiva, stimolato dall’evoluzione tecnologica e dalle dinamiche della rete. La riflessione non si limita all’analisi delle innovazioni ora ricordate (di cui sono illustrati rischi e virtù in un secondo momento: cap. 8). Essa si fa forte – in un ordito di riferimenti anche interdisciplinari – del denso precipitato di elaborazioni prodotte dagli studi sull’amministrazione condivisa e sulla sussidiarietà orizzontale. L’obiettivo è il passaggio definitivo dell’amministrazione dal tradizionale paradigma gerarchico ad un modello integrato e cooperativo.

Si parte da lontano, per lambire anche temi di frontiera: ripercorrendo i nessi concettuali tra open government e democrazia (cap. 1); cercandone le tracce nel tessuto costituzionale, per derivarne i connotati essenziali del dovere di trasparenza (cap. 2); isolando le differenti ragioni del segreto e della riservatezza (cap. 3); illustrando le relazioni tra le discipline della trasparenza, della partecipazione e dell’accesso (capp. 4 e 5); evidenziando il rapporto tra trasparenza e funzione pubblica di comunicazione (cap. 6); dedicando un approfondimento alle problematicità dell’amministrazione digitale (cap. 7) e alla delicatezza del ricorso alla trasparenza come canale istituzionale di riutilizzo degli open data (cap. 9). La sensazione complessiva è che le metamorfosi in atto siano innumerevoli, ma che gli sforzi per renderle operative e positive non abbiano ancora dato una prova convincente. (Fulvio Cortese)

Pubblicata in Giornale di diritto amministrativo, n. 7/2014