Recensioni e segnalazioni

Daniele Donati, Il paradigma sussidiario. Interpretazioni, estensione, garanzie

 

Daniele Donati, Il paradigma sussidiario. Interpretazioni, estensione, garanzie, il Mulino, Bologna, 2013, p. 406, € 30

Stando al testo costituzionale lo Stato, le regioni e gli enti locali devono favorire l’iniziativa sussidiaria, promuovendo l’apporto e l’impegno dei cittadini per scopi pubblici. Ma cosa deve intendersi per sussidiarietà e quali sono gli elementi costitutivi di tale principio? Quali le forme associative e in che cosa consiste l’espressione “autonoma iniziativa”? Come si relaziona la sussidiarietà con gli altri principi costituzionali? A tutti questi interrogativi il volume che si segnala prova ad offrire risposta, con uno stile chiaro, diretto a superare le tradizionali ambiguità che connotano la regola della sussidiarietà. Come spiega l’a., l’ordinamento riconosce gli interessi rilevanti, ma la loro soddisfazione può essere conseguita in modi differenti: affidandone la titolarità ai pubblici poteri, ricorrendo al mercato oppure lasciando al privato “solidale” la capacità di iniziativa. In quest’ultima ipotesi, l’azione sussidiaria persegue il bene generale di una collettività, impiegando uno schema triangolare – come quello del mercato – che vede l’iniziativa dei privati, l’autorità pubblica e i cittadini.

Se sono le fonti a circoscrivere la scelta sussidiaria (ad esempio, questa non è percorribile per le funzioni riservate alla mano pubblica), è vero anche che, negli ambiti in cui tale scelta è ammissibile, essa è il frutto di un’opzione politica. Che non vuol dire arbitrarietà, bensì ricorso ad un processo decisionale, attento alla soddisfazione degli interessi degli individui, che valuti l’adeguatezza di rivolgersi al pluralismo sociale, e che verifichi concretamente il raggiungimento dei risultati. Non a caso, sono giustiziabili le scelte che favoriscono o negano l’attivazione sussidiaria. Il volume costituisce, insomma, l’occasione per un’attenta ricostruzione della sussidiarietà orizzontale sia sotto la chiave degli obblighi che da esso scaturiscono, sia sotto il profilo dello schema di valori che esso esprime nei rapporti tra istituzioni e cittadini. (Marco Macchia)

Pubblicata in Giornale di diritto amministrativo, n. 1/2014