Bernardo Giorgio Mattarella

Bernardo Giorgio Mattarella, Le regole dell’onestà. Etica, politica, amministrazione, il Mulino, Bologna, 2007, p. 211, € 17,50

 

Nonostante il problema della corruzione politica e amministrativa sia sempre stato presente nello svolgimento di funzioni pubbliche, lo studio dell’«etica pubblica», ossia delle regole di comportamento dei funzionari pubblici, non ha ancora raggiunto la piena maturità: i confini della materia non sono definiti; inoltre, né i principali problemi né i fondamenti della disciplina sono ben individuati. Tra i molti pregi di questo libro vi è, innanzitutto, quello di colmare tale lacuna, offrendo un compiuto quadro dei problemi giuridici e delle prospettive scientifiche in materia di etica pubblica.

Ricco di dati empirici e di riferimenti alle vicende straniere e internazionali, come il recente scandalo Oil for Food in seno alle Nazioni Unite, il testo è incentrato sull’ordinamento italiano; quest’ultimo, d’altra parte, risulta essere un caso altamente significativo: secondo le statistiche internazionali, i livelli di corruzione nel nostro Paese sono elevati e molto più vicini a quelli riscontrati nei Paesi in via di sviluppo che a quelli raggiunti nei Paesi industrializzati. Come precisato nella introduzione, il volume tratta quindi dei doveri di quattro o cinque milioni di persone: tutti coloro che, in Italia, svolgono a vario titolo funzioni nell’interesse della collettività. In particolare, il testo, frutto di riflessioni e indagini condotte dall’autore per oltre quindici anni, si articola in sei capitoli. Nei primi due, di inquadramento della tematica, vi sono un’ampia indagine sull’etica pubblica nel contesto della lotta alla corruzione e un’interessante esposizione delle «esperienze straniere e internazionali». Nei successivi capitoli, invece, sono analizzate quattro diverse categorie di personale, ciascuna ricondotta ad uno specifico nodo problematico: i politici e i conflitti di interessi; gli impiegati e i codici etici; i magistrati e i doveri degli arbitri, in cui l’analisi non riguarda solo i giudici, ma tutti i funzionari chiamati ad assolvere funzioni imparziali (come ad esempio i componenti delle autorità indipendenti); i privati che svolgono funzioni di interesse pubblico e la cd. etica del servizio pubblico.

Lettura di indubbio interesse per giuristi e politologi, il testo, essenziale nello stile e impreziosito da costanti richiami alla storia e all’attualità politico-istituzionale, è fruibile da chiunque intenda comprendere la dimensione giuridica dell’etica pubblica e le anomalie del sistema politico-burocratico italiano. (Lorenzo Casini)

Pubblicata sul Giornale di diritto amministrativo n. 9/2007