Analisi di impatto della regolazione

Valutazioni di impatto: la Commissione europea istituisce il “Regulatory Scrutiny Board”

red_tapeL’attenzione della Commissione europea verso la better regulation e l’enforcement è testimoniata dall’adozione di questo regolamento, che istituisce un Regulatory Scrutiny Board (leggi il regolamento).
L’organismo, che sostituisce il precedente Impact Assessment Board, si colloca, in generale, nella politica di qualità della regolazione e serve a rafforzare le valutazioni già definite (“streghten the existing system of quality control of impact assessments and to apply similar checks to major retrospective evaluations and fitness checks“, come si legge nel considerando n. 2).

Strutturalmente, il Board è incardinato presso la Presidenza della Commissione. È composto di sette membri: un presidente (Chair), tre funzionari e tre componenti temporanei (art. 3).
L’organismo deve agire in modo indipendente: ai sensi dell’art. 4, infatti, “the members of the Board and the supporting staff shall act independently and shall not seek or take instructions” . Per questo, sono previste anche oneri di trasparenza legati alla emersione di eventuali conflitti di interesse.
Funzionalmente, è preposto non solo alla verifica ex ante degli impatti regolamentari delle politiche dell’Unione, ma anche al controllo della effettiva attuazione delle norme già in vigore. Di qui, il rilievo dell’enforcement che testimonia un preciso intento dell’esecutivo comunitario: applicare il quadro normativo esistente, prima di procedere all’adozione di nuove norme.

In dettaglio, il Board è chiamato a redigere la qualità dei “draft impact assessment reports, fitness check reports and major evaluation reports”, assistendo la Commisisone nella definizione delle policy. Inoltre, il Board può redigere criteri interpretativi per le Better Regulation Guidelines della Commissione europea, fornendo assistena anche per gli aspetti metodologici. Qui, si evidenzia una interessante attività interpretativa di atti di soft law, a testimonianza della sempre maggiore rilevanza della ‘sostanza’ del diritto prodotto dalle istituzioni – pur nella esigenza, connessa a ogni pretesa di garanzia giuridica, di rispetto delle forme.
Infine, è da evidenziare l’obbligo di trasparenza “attiva” imposto al Board: ai sensi dell’art. 6, infatti, ogni decisione, parere o atto dell’organismo è reso “pubblico”, attraverso l’inserimento nel sito istituzionale della Commissione. Gli atti sono pubblicati nel momento stesso dell’adozione, tranne nel caso di valutazioni di impatto, in relazione alle quali occorre attendere l’adozione della relativa policy da parte della Commissione.

Il cambio di veste dovrebbe essere il preludio, in conclusione, a un effettivo cambio di rotta nella valutazione di impatto e nella effettiva applicazione delle norme europee; i risultati conseguiti dai prossimi anni dalla Commissione testimonieranno se, oltre la veste, anche la la ‘materia sottostante’ sarà effettivamente mutata.

 

Bruno Carotti

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