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L’Icann e i diritti umani

 

 

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Con una innovativa dichiarazione, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’europa tocca un tema delicato (e poco noto): la connessione tra la tutela dei diritti fondamentali e la gestione tecnica degli indirizzi e dei nomi a dominio in Internet.

Se il sistema dei nomi a dominio (v. il Dossier sul sito, qui) è infatti una questione di carattere tecnico, la posizione centrale dell’ente di governo ne determina una valenza ulteriore, per il suo carattere sostanziale di policy-maker: “ICANN can also contribute to Internet governance through its policy-development processes and decisions affecting the rights and freedoms of Internet users“.

Gestendo la risorsa primaria, dunque, è possibile che l’ente, con la sua attività, incida sulla libertà di manifestazione del pensiero, in quanto le sigle utilizzate e l’allocazione delle risorse possono costituirne lo sviluppo o, al conrario, la sua compressione. Per il Comitato, inoltre, sono in gioco anche la tutela della riservatezza, È dunque necessario che a no-for-profit corporation californiana rispetti non solo le norme internazionali (come la Risoluzione n. 17/4 dell’Assemblea Generale dell’Onu 17/4 sui diritti umani, le corportazioni transnazionali e altre imprese, del giugno 2011), ma anche la Cedu, di cui vengono espressamente richiamati gli art. 10, 11 e 8 (sulla vita familiare).

Il significato della dichiarazione è triplice. Innanzi tutto, il passaggio compiuto dal Consiglio d’Europa conferma che il settore integra un sistema dai caratteri definiti, ma aperti (“Expressions contained in the names of websites, such as domain names and name strings, can be construed as forms of expression that are used to identify and describe content, to disseminate a particular point of view, or to create spaces for communication, interaction, assembly and association for various societal groups or communities“). Inoltre, l’ente centrale è chiamato a comporre un vero e proprio bilanciamento di interessi tra gestione tecnica e tutela dei diritti (“Icann should ensure that, when defining access to the use of top-level domains (Tlds), an appropriate balance is struck between economic interests and other objectives of common interest, such as pluralism, cultural and linguistic diversity and respect for the special needs of vulnerable groups and communities“); conseguentemente, l’ente assume i tratti di una vera e propria istituzione di un settore globalizzato (per eccellenza, come Internet). Infine, permane il ruolo degli Stati, che partecipano all’interno dell’ente – e, in particolare, del suo comitato consultivo governativo (Gac) – così definendo una struttura ibrida, pubblico-privata, e contribuendo alla rimodulazione delle competenze statali nell’ambito della globalizzazione (“Taking into account the non-binding nature of Gac advice, they play an important role, along with other community stakeholders, in ensuring that Icann’s technical decisions take full account of international law and other public policy objectives“).

 

Bruno Carotti
28 ottobre 2015

 

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