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Fabio Merusi, Sentieri interrotti della legalità, Il Mulino, Bologna, 2007, p. 183, € 17

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Riprendendo la metafora dei “sentieri interrotti” di Heidegger e suggerendo al giurista, come al guardaboschi, di trovare la strada al di là dell’interruzione, Fabio Merusi raccoglie in questo libro sette saggi elaborati in occasioni diverse, il cui denominatore comune è ravvisato nell’esistenza di “attentati” di vario genere e varia provenienza al principio di legalità.

I testi sono raggruppati in quattro parti. La prima (“i sentieri interrotti della legalità”) è dedicata agli attentati alla legalità operati dal legislatore che amministra, violando il principio di divisione dei poteri; e dagli studiosi, dai legislatori e dagli stessi giudici che, inseguendo mode come quelle legate al ricorso al diritto privato, alterano il rapporto tra norma e potere amministrativo, rinunciando alla tipicità dell’esercizio del secondo. Nella seconda parte (“legalità problematiche”) si esaminano i problemi legati all’incertezza del tempo e – soprattutto – dello spazio dell’azione amministrativa; e quelli derivanti dal fraintendimento del ruolo della legalità nell’attività di regolazione delle autorità indipendenti e dall’abuso dei poteri di regolazione da parte di esse. Nella terza parte (“legalità e organizzazione amministrativa”) sono trattate le fondazioni nate da privatizzazioni e la disciplina pubblica delle professioni: in entrambi i casi, il rischio è che il legislatore, magari assistito da una dottrina compiacente, ricorra al diritto privato per eludere la legalità nazionale o quella comunitaria. La quarta parte (“responsabilità contro legalità”) è dedicata alla responsabilità amministrativa, nella quale il rischio è che il giudice sconfini a sua volta dal suo ruolo di custode della legalità, per affermare una legalità alternativa.

È, ovviamente, un libro che merita di essere letto e meditato dai giuspubblicisti. (Bernardo Giorgio Mattarella) Pubblicata sul Giornale di diritto amministrativo n. 4/2007